Tra noi amici di Splinder si é instaurato un simpatico e piacevole giro di letture con relative recensioni. Carlo Menzinger di Preussenthal, che, dato l'artistocratico nome, qui di seguito sarà nominato, per brevità CARLO, (hoops..mi sembra di essere un notaio!) ha già recensito, con grande soddisfazione da parte mia, un mio romanzo e ora io mi appresto qui a dire a mia volta ciò che mi ha colpito del suo libro intitolato ANSIA ASSASSINA.
Tanto per cominciare, mi ci é voluto almeno un paio di giorni per digerire l'impressionante serie di morti che si trovano in questo libro: 17! La prima cosa che mi é venuta in mente é questa: perché Carlo ha voluto indugiare sulla MORTE? Non é un argomento facile...quando, verso la fine del primo racconto, ho letto la sensazione del protagonista mentre moriva, mi sono chiesta: ma come fa? Impossibile fare un confronto con una qualsiasi esperienza! Se siamo ancora qui, nessuno arriverà a capire..eppure chissà..forse capiterà proprio così: pochi attimi in cui tutto succede senza che si abbia nemmeno il tempo di rendersi conto della realtà...Uno scrittore può permettersi anche questo: definire quello che nessuno sa!
Poi, tirando le fila degli altri racconti che compongono il libro, si arriva a capire questo: la morte é sempre lì, pronta, a guatarci. A volte concede rare tregue, ma poi torna a farsi viva e, questo, soprattutto, quando, per vari motivi, l'ansia si impadronisce di noi.
Solo alla fine si capirà il motivo di tante morti, diverse ma concatenate.
Per chi ha voglia di sentir battere il cuore perché ha fretta di vedere come va a finire. Per chi ha voglia di apprezzare ancora di più la vita, anche se questa procede, il più delle volte, pigra, lenta, abitudinaria, dove tutto gira..gira..in una sequenza che ci pare infinita ma che avrà un taglio netto e deciso proprio quando meno ce l'aspettiamo.
