Il programma di Minoli, LA STORIA SIAMO NOI, mi é stata spesso fonte d'ispirazione per queste mie riflessioni. Tempo fa avevo sentito la storia di Amedeo Guillet, piemontese, eroe di guerra, che quest'anno ha compiuto ben 100 anni. Le sue imprese, intese come voltafaccia repentini del destino ai quali ha sempre saputo far fronte con indomabile coraggio ed estrema dignità, se ne fanno un baffo dei romanzi più leggendari. Altro che Lawrence d'Arabia...Pensate, é ancora vivo ed é già su Wikipedia...lo so, ci sono anche altri personaggi noti, ma la sua vita é leggenda. Per chi volesse il link sulla famosa enciclopedia é il seguente:
http://it.wikipedia.org/wiki/Amedeo_Guillet, ma quanto trovate qui non riesce a dare l'idea del personaggio in quanto a spessore umano nè, tantomeno, riesce a farci partecipe delle innumerevoli avventure che l'hanno visto protagonista. Qualche giorno fa mi é capitato di vedere ancora una volta la medesima trasmissione (si sa, l'estate é il periodo delle repliche, che però possono anche essere considerate delle 'riscoperte'). Ancora una volta, oltre che dalla storia di quest'uomo , sono rimasta affascinata da quella di Kadija. Se spulciate Wikipedia, Kadija é nominata banalmente come sua 'concubina' e non c'é parola più distante dalla persona che invece viene descritta dallo stesso Amedeo. Era una giovane donna etiope che, nel periodo nel quale combatteva in quelle terre, si innamorò di lui, ma lo fece con tanta e tale discrezione che seppe vincere anche le remore di un uomo così 'tutto d'un pezzo', che pensava unicamente all'onore della madre Patria, ai suoi soldati e ai suoi obblighi verso la fidanzata storica rimasta in Italia. A parte la foto di lei, Kadija, che ne da' l'dea di una persona di una bellezza incomparabile (ho faticato per trovare un'immagine che si potesse sia pur lontanamente avvicinare a tale personaggio), é soprattutto la sua enorme dignità che mi ha colpito. Quando Amedeo, ammalato e ferito, dovette abbandonare il comando delle sue truppe, lei accettò la sua decisione e non disse nulla, né lo abbracciò per un'ultima volta...non sarebbe servito a nulla..aveva capito che il loro tempo era finito....
Tornato in Italia, Amedeo scoprì di essere stato promosso Maggiore senza nemmeno saperlo. Trovò la fidanzata, alla quale si premurò di raccontare di Kadija. Quest'altra grande donna, invece di arrabbiarsi con lui, gli disse che apprezzava infinitamente questa donna che gli era stata vicina con tanto amore e rispetto nel tempo nel quale nemmeno lui sapeva se sarebbe mai tornato. Diventata moglie di Amedeo, questa dolce signora impose al marito di tornare in Etiopia, di cercare Kadija e di regalarle un braccialetto da parte sua, in nome dell'amore per lo stesso uomo che aveva espresso con tanta dedizione e senso di sacrificio. Amedeo trovò Kadija, la invitò per un tè, parlarono, le regalò il braccialetto e...ancora una volta...Kadija, nel salutarlo, non osò abbracciarlo..................
