TUTTIICOLORIDELLANIMA

UNO, NESSUNO E CENTOMILA...diceva Pirandello...se ci fermiamo a pensare, quanti esseri diversi possiamo essere nella nostra vita!
domenica, 21 giugno 2009

ZIA BICE

rosa-rosaZia Bice viveva in una casa colonica persa nella campagna veneta. Naturalmente davanti alla casa ci stava un cortile ampio e bianco, come la casa, poi, il pollaio, i fiori, l'orticello e, di fianco alla stretta stradina che serviva per arrivare fin là, c'era il solito fossato pieno d'acqua. Il cancello non esisteva. A cosa serviva? Tra figli, figlie, nipoti, generi, nuore e parenti tutti, quella casa era aperta a tutti, a qualsiasi orario. Anche la porticina d'entrata era sempre aperta, bastava bussare e darci una spinta leggera. Di fronte, le scale strette che portavano alle camere da letto. A destra, il tinello. Ogni volta che ci andavo era sempre più pieno di foto di sposalizi e di bimbi di ogni età e poi c'erano bomboniere di matrimoni, cresime, comunioni, battesimi. Poi, la cucina. Zia era sempre lì, affaccendata in qualche attività. Però bisognava stare attenti all'orario, bisognava andarci nel pomeriggio, perché la mattina era difficile trovarla e preferiva dormire.

Quando entravi ti sorrideva sempre, o meglio, si intuiva dagli occhi e dalla voce che sorrideva, ma era sempre veloce a posare una mano sulla bocca..aveva paura che ci accorgessimo che i denti erano malmessi e se ne scusava in continuazione. Era sempre in ciabatte e con una vestaglina di cotone, vestita 'da casa', in modo così semplice che di più non si poteva. Difficilmente la si vedeva con  i capelli cotonati,. come usava allora. Eppure, anche se andava poche volte dalla parrucchiera e gli anni e le numerose gravidanze le avevano lasciato addosso dei chili in più, il suo viso malcelava una bellezza antica, sicuramente la stessa che aveva indotto il cugino di primo grado a sceglierla per moglie, tanto da dover chiedere la dispensa al vescovo.

Tutte le volte che si andava lì ti offriva qualsiasi cosa da mangiare. Potevano essere le cinque del pomeriggio e, se aveva sul fuoco il pentolone del brodo, ti chiedeva se volevi un pezzo di gallina. Se avessi detto che ti andava bene, lei sarebbe stata felice e per nulla sconcertata: le bastava accontentarti. Il vino, dentro a un bottiglione trasparente da 2 litri, era sempre sul tavolo, pronto per chiunque ne avesse desiderato un goccio. Vino forte, di casa, rosso scuro che di più non si poteva.

Ai matrimoni si portava sempre dietro una bustina di plastica dove metteve le benamate ciabatte. Per lei stare con le scarpe era un vero tormento. E ti faceva ridere anche solo per quello...Quando andavo lì le volte in cui già ero diventata mamma (e pure lo sono diventata a 30 anni!), non faceva altro che riempirmi di complimenti. Diceva:"Te pari uncora na putea, me pare impossibie che te gabbi za un fiojo!"

Carissima zia...se n'é andata senza disturbare nessuno. Di notte...semplicemente non si é più svegliata. Era d'estate, ormai parecchi anni fa. Il suo funerale é stato seguito da un pranzo tra parenti e, se devo dire, non sono mai stata così serena in una simile circostanza: il suo spirito allegro e generoso é rimasto con noi anche quando lei se n'era già andata.

Un bacio cara zia, ovunque tu sia!  

postato da annalisaeffe alle ore 16:48 | link | commenti (18)
categorie: amore, ricordi, vita

Commenti
#1    21 Giugno 2009 - 19:51
 
Un racconto tenero e toccante, un omaggio dolcissimo alla cara zia. La tua narrazione rievocativa di un nostalgico passato è coinvolgente e emozionante, il tocco delicato della tua penna sembra materializzare il tutto. Sai mi è parso di rivedere la zia paterna, anche lei adoraqva stare in ciabatte ed aveva una bottiglia di buon vino sulla tavola, ma la cosa più bella era il suo sorriso e la calda ospitalità.
Un abbraccio serale.
Annamaria
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#2    21 Giugno 2009 - 20:37
 


bel racconto..
senza parole..
rieccomi al fresco..
ciao camomilla
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#3    21 Giugno 2009 - 21:06
 
Cara Annalisa...la descrizione del luogo è talmente veritiera che m'è parso di entrare in quella casa e sentirne il profumo del cibo che si mescolava ai sentimenti.
La campagna l'ho scoperta in questo ultimo anno, ma ci sono dei giorni che guardo incuriosita certe case che portano la loro età con enorme dignità e molte delle persone anziane che le abitano hanno i connotati della tua cara zia Bice.
Persone spontanee, generose, con quel gran senso di protezione che avverti appena varchi la soglia della lora abitazione.
Credo che avrai sempre la sua voce nel cuore:
"Vuto un tocheto de gaina? O un poco de brodo che te te scaldi el stomego?"...
Era così vero amica mia cara?
Ti abbraccio e ti ringrazio per questi momenti che mi riportano indietro nel tempo...forse in un'epoca che più passa il tempo e più rimpiango.Un bacio***

ps:Anch'io ho avuto una zia che si chiamava Bice. Era la sorella della mia nonna.
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#4    22 Giugno 2009 - 00:54
 
Bellissimo il tuo post dedicato a tua zia..
Ci lasci senza parole, ma la tua zia, sarà, felice che la ricordi così!

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un abbraccio, sincero..
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#5    22 Giugno 2009 - 08:06
 
Una donna d’altri tempi, una donna che avrebbe fatto ben mostra di sé in ‘Bucce d’acino’ ;-) Capisco la tua serenità in quel pranzo...negli States è un’usanza riunirsi parenti ed amici per ricordare il defunto. E una cosa simile ho provato dopo il funerale di una cara amica, dopo aver ‘festeggiato’ in suo onore fino a tardi, come lei avrebbe voluto.
P.S. Ma tu zì ncora ozi nà putea ;-) (scusa per il mio dialetto veneto...)
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#6    22 Giugno 2009 - 08:29
 

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il giorno si è smarrito  e  sono lontana



non so se penso ,
sogno o dormo



separata

dai festini dell'italica decadenza

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#7    22 Giugno 2009 - 08:50
 
@Isabel: grazie Annamaria...ma sai, credo che certi personaggi facciano parte di un loro tempo. Probabilmente tu, anagraficamente, sei vicina a me, per cui é stato facile, anche per te, conoscere determinate persone. Allora non si rincorreva la gioventù spasmodicamente. Semplicemente si viveva ogni stagione della propria vita con naturalezza, senza patemi e forse, chissà, era anche più facile. Ricambio volentieri l'abbraccio!
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#8    22 Giugno 2009 - 08:54
 
@Gatitofuerte: ecco, vedi, se avesse avuto le ciliege sul tavolo, zia Bice avrebbe insistito perché me ne portassi a casa un sacchettino...senza parole pe il mio racconto? Ma valà...che faccio sempre delle ripetizioni...uffff..e me ne accorgo sempre dopo! Buona giornata!
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#9    22 Giugno 2009 - 09:09
 
@ArgenioGiuliana: si, come dici tu erano persone di una generosità unica, semplici quanto vuoi ma con un cuore veramente grande. Ma sono tempi passati, fanno parte di un'altra epoca, nella quale, se per magia ti ritrovassi, forse non potresti vivere a lungo, tuttavia sono ricordi che scaldano il cuore perché sono dimostrazioni di grande e gratuito affetto. Un abbraccio, carissima Sorella Padana!!!
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#10    22 Giugno 2009 - 09:12
 
@Wuilly: ehhh, sicuramente la zia, se le avessi letto quello che ho scritto mi direbbe..Ma cossa..sito sta ti? Ma varda che brava! Te me fe quasi piansare! Traduco: ma come, sei stata tu, ma guarda che brava, mi fai quasi piangere!
Grazie del bel commento! Salutoni!
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#11    22 Giugno 2009 - 09:16
 
@Matrix: in effetti in Bucce d'Acino ci sono alcuni personaggi che richiamano certe situazioni da me conosciute e la scala dove muore il papà della protagonista é proprio quella della casa della zia (lo zio andò all'ospedale per una brutta caduta...). Per il funerale, conosco bene le tradizioni anglosassoni e in David Copperfield di Dickens c'é una descrizione bellissima di uno di questi 'intrattenimenti' causa funerale. Lì allora, dai miei parenti, mi pareva quasi di essere dentro a una farsa di Totò..é stato memorabile!
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#12    22 Giugno 2009 - 09:18
 
@Perijulka: bella l'immagine e la poesia anche se..ehm..non ci trovo un nesso col mio post..comunque grazie ugualmente per essere passata!
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#13    22 Giugno 2009 - 11:24
 
Non se hai visto quel bellissimo film intitolato 'Il grande freddo'...la vicenda parte da un ritrovo di vecchi amici per un funerale...
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#14    22 Giugno 2009 - 13:22
 
@Matrix: no, non l'ho visto, ma ce n'é uno di Verdone ("Che ne sarà di noi"...credo) che trae spunto sempre dal ritrovo di certe persone dopo la morte della comune psicologa. Il funerale é sempre un momento cruciale, da dove si riparte di nuovo, se si é tra coloro che ancora camminano:-)))
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#15    22 Giugno 2009 - 15:32
 
Ho visto il film di Verdone...ma se vuoi un consiglio, quando hai un momento, guardati 'Il grande freddo'...mertia davvero e ti riavvicina ai veri valori della vita e dell'amicizia
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#16    22 Giugno 2009 - 21:40
 
@Matrix: Verdone é Verdone, é un po' come Fantozzi 20 anni dopo, l'evoluzione dell'italiano medio, é fatto per ridere e sorridere...terrò conto del tuo consiglio (sperando che la memoria non mi lasci a piedi!)...grazie Fratellone!!!
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#17    23 Giugno 2009 - 21:34
 
Un racconto molto tenero. Bello da parte tua ricordare così una persona cara a cui hai voluto bene.
Complimenti e buona notte.
Annamaria
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#18    24 Giugno 2009 - 17:29
 
@Platania: non saprei dipingerla, ma con le parole riesco a ricrearla...ho capito di avere questa capacità e ti dirò che comincia a divertirmi la faccenda...grazie sempre dei complimenti anche perché, essendo fatti da una scrittrice, sono sempre particolarmente graditi!
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Nome: annalisa fracasso
A parte una ormai polverosa laurea in inglese grazie alla quale ho insegnato brevemente, ho svolto per anni un normalissimo lavoro da impiegata. Ho famiglia e due figli. Da qualche anno ho cominciato a frequentare corsi teatrali e a scrivere. Ho pubblicato quattro libri: TRE DI ME (racconti) BUCCE D'ACINO (romanzo) CUOR DI BRIOSSSHHH (autobiografia ironica a episodi) AMICO CARLO (rivisitazioni goldoniane) - ultima novità! In fase di stampa IL LABIRINTO D'ACQUA, thriller 'onirico' o giallo/rosa, come preferite! Se vi interessano i miei libri, sarò felice di spedirveli con sconto SPLINDERFRIEND e dedica, naturalmente! Lasciare messaggio in PVT!!! IL MIO SITO: www.annalisafracasso.com http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=387294614 Locations of visitors to this page Segnalato da Manuale di Mari - Poesia e letteratura nei mari del web

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