1964: da una commedia di Eduardo de Filippo, Vittorio de Sica crea un film che, a mio avviso, é semplicemente strepitoso per quanto riguarda la finezza con la quale vengono descritti personaggi e situazioni quanto a realismo, introspezione psicologica e grandi (e ribadisco 'GRANDI') sentimenti. Non andate a cercare su Wikipedia la trama del film: é falsata..eppure basta guardarlo un film..come si fa a dire una cosa per un'altra? In poche parole, la storia é questa. I due protagonisti si conoscono per caso e si innamorano, poi, a distanza di anni, si reincontrano, ma lei, per cause di forza maggiore (descritte con grande umanità verso la fine del film), pur di campare fa la prostituta. C'é poco da fare, lui é un impenitente donnaiolo, lei fa, appunto, il 'mestiere' ma entrambi sono innamorati. Lui dapprima le paga l'affitto di un appartamentino e quindi, se la porta a casa, dove lei, Filumena, in via ufficiale va per accudire la madre morente di lui e per far andare avanti la casa (e anche la bottega). Dopo anni di questa tiritera che non é né carne né pesce, mentre lui, proprietario di pasticceria, non fa altro che corteggiare le cassiere di turno, lei decide per uno 'sgobbo' finale: si finge in punto di morte e si fa sposare, complici la donna di servizio (che la adora) e il tuttofare che, da anni, é innamorato di lei, ma che lei ha sempre considerato un semplice amico. Ottenuto quello che voleva, Filumena 'risuscita' e inveisce contro Domenico, che in tanti anni non ha saputo fare, di lei, una 'donna onesta' di propria volontà. I due litigano, il matrimonio viene mandato a monte e si lasciano...ma subentra la disperazione di lui. Si reincontrano. Lei gli comunica che ha ben tre figli, di cui uno solo é suo di lui. Roso dalla curiosità, l'uomo tenta in tutti i modi di capire quale dei tre é figlio suo, ma Filumena non dice altro: vuole che tutti e tre, che finora sono stati sotto la sua sola protezione, abbiano finalmente un padre e siano trattati allo stesso modo. Alla fine Domenico cede e sposa Filumena, testimoni i tre ragazzi. Bellissima la scena in cui, all'uscita della chiesa, uno dei tre chiama Domenico 'papà'...il suo viso si illumina..sarà lui suo figlio? Ma gli altri due dopo qualche attimo, lo chiamano allo stesso modo...Domenico sorride..Filumena ha vinto!
Mi dispiace che, nelle locandine del film o nelle immagini, si trovi spesso (come anche in quella che ho trovato io), una Filumena (la Loren) conturbante e carica di sensualità, come pure un distaccato e intrigante Domenico (Mastroianni). L'essenza del film non é quella. Qui c'é solo un sentimento allo stato puro che viaggia dall'inizio alla fine del film: l'amore, quello vero, intenso, che tutto sopporta e alla fine scoppia con tutte le migliori conseguenze possibili. Chi, al giorno d'oggi, avrebbe avuto il coraggio di tenersi tre figli in una situazione simile? Filumena faceva la prostituta e il suo legame con Domenico, per anni, era altalenante e assolutamente incerto. Chi sarebbe riuscita ad amare un uomo che nonostante anni di sacrifici continuava a corteggiare l'ultima arrivata? Chi se n'é fatta un baffo delle regole pur di stare accanto all'uomo che amava? Filumena...una donna col cuore grande così!!!
Non mi vergogno a dirlo, ma qualche lacrimuccia m'é scesa anche se ho visto questo film, tempo fa, per l'ennesima volta: i sentimenti, quelli veri e forti, mi affascinano sempre!
