
E' stato difficile,
quasi impossibile;
a volte era solo per il vento,
a volte per un altro tormento...
ma quando arrivava
il sole,
fuori e dentro
era come vivere altrove
senza tempo e senza dove...
Ma i ladri d'infinito
sono sempre in fuga
e non sempre e non ovunque
c'é posto che li accolga
Arriva il momento in cui
si devono fermare
e riposare
distanti
cercando di dare
con i ricordi ancora palpitanti
una forma
a quel cuore soldato
partito in guerra e mai tornato...
Due giorni fa ero a Roma e mi é capitato di passare accanto ad un bellissima bancarella di frutta. Tutta roba che sembrava finta da quanto era colorata ed enorme per dimensione e...prezzo (le prugne costavano euro 11.99!!!). Presa dall mie attenzioni turistiche non ho potuto fare a meno di notare, tuttavia, che a Roma esistono ancora deteminati 'poveri' che qui sono ormai scomparsi. Ho visto un uomo con la camicia ben aperta sulla spalla, a far vedere la cicatrice di un braccio inesistente; una ragazza (una volta i poveri erano solo vecchi!) con i capelli corti, ossigenati, che si spostava standosene seduta su un panchetto munito di rotelle, dato che era senza un piede e (forse) senza una mano, Quest'ultima, se c'era, era dentro ad una scarpa da tennis e con essa la ragazza si aiutava per spostarsi. Poi, proprio vicino alla bancarella che mi aveva tanto colpito, c'era un esserino magro, vestito di nero, tremolante e con un bastone in mano. Dopo averle lasciato qualche soldo sono stata rimproverata da chi mi accompagnava che mi ha fatto notare (giustamente), che a fare l'accattone nel centro di Roma si possono far su euro a centinaia ne giro di poche ore ....mah! Mistero irrisolto! Anni fa, quando avevo i bimbi piccoli e dovevo spostarmi con loro in macchina e (uff..quante cose sono cambiate!) non c'erano le rotonde, c'erano invece i lavavetri ai semafori. Io non davo loro i soldi e i bambini (più di) una volta, mi chiedevano perché. Io rispondevo che non era il caso, visto che dietro c'erano vere e proprie organizzazioni e che perciò, dopo di quelli, ne sarebbero arrivati altri....
Volevo guidare il discorso su un sonetto di Shakespeare, che parla di ricchezze desiderate e di orgoglio vario che tuttavia, ben poco contano per chi ritiene sia l'amore il suo bene supremo:
Chi si vanta dei natali, chi dell'ingegno,
chi della ricchezza e chi della forza,
o di nuove orrende vesti alla moda
di falchi e levrieri, di cavalli:
ogni natura ha un suo diletto,
in cui trova una gioia superiore a ogni altra.
Ma questi piaceri non rispondono al mio metro,
e io tutti li supero in un supremo bene:
il tuo amore é meglio di nobili natali,
é più ricco della ricchezza, più splendido delo sfarzo,
più dilettevole di falchi o di cavalli,
e, avendo te, io mi glorio d'ogni umano vanto;
misero solo di questo: che tu tutto puoi portarmi via, lasciandomi distrutto.
W. Shakespeare: Sonetto N. 91
2O AGOSTO 2009: in Afghanistan sono riusciti finalmente a votare. Ci é scappato qualche morto, ma questo era il minimo e purtroppo si sapeva già in partenza. Poco male. E' quasi un tributo dovuto a quella che spero sarà una futura libertà. Come dice uno dei tanti proverbi cinesi: 'anche il più lungo cammino comincia dal primo passo'..e di passi, lì, ce ne sono tanti ancora da fare, ma in qualche modo si doveva pur cominciare.
Altra buona notizia odierna. Sono stati ritrovati i due giovani spariti da qualche giorno in una regione del Centro. Lei 14 anni e lui 16. Li hanno trovati abbracciati, mentre dormivano sull'erba, in un prato, accanto alla tenda che, in modo rudimentale, avevano costruito per ripararsi. Erano scappati col cinquantino di lui: che tenerezza...e non dico altro!
L'immagine raffigura un quadro di FIORE CAGNETTI, esimio e raffinato pittore viterbese. Ho visto ieri queste due figure abbracciate proprio nel blog di Fiore: http://eomer08.splinder.com/ e non ho potuto fare a meno di affiancarle alla piccola, dolce storia sentita oggi al TG
Signore del Tutto,
fa' che la vita di ognuno non passi come una goccia d'acqua che si perde nel Mare
fa' che i nostri giorni, quelli che sono già stati, servano ad Altri,
fa' che quanto ci hai donato non si perda nella disattenzione e nel disamore,
fa' che le sofferenze di cui carichi l'esistenza non siano così pesanti da farci allontanare da Te,
aprici le braccia e accoglici come fossi il Primo Amore che finalmente durerà per Sempre, Infinito e Immenso
Altro non ci rimane
se non il pensiero di Te
e l'Amore che abbiamo dato e che ci é stato dato
unico dolce peso col quale ti raggiungeremo...
Zia Bice viveva in una casa colonica persa nella campagna veneta. Naturalmente davanti alla casa ci stava un cortile ampio e bianco, come la casa, poi, il pollaio, i fiori, l'orticello e, di fianco alla stretta stradina che serviva per arrivare fin là, c'era il solito fossato pieno d'acqua. Il cancello non esisteva. A cosa serviva? Tra figli, figlie, nipoti, generi, nuore e parenti tutti, quella casa era aperta a tutti, a qualsiasi orario. Anche la porticina d'entrata era sempre aperta, bastava bussare e darci una spinta leggera. Di fronte, le scale strette che portavano alle camere da letto. A destra, il tinello. Ogni volta che ci andavo era sempre più pieno di foto di sposalizi e di bimbi di ogni età e poi c'erano bomboniere di matrimoni, cresime, comunioni, battesimi. Poi, la cucina. Zia era sempre lì, affaccendata in qualche attività. Però bisognava stare attenti all'orario, bisognava andarci nel pomeriggio, perché la mattina era difficile trovarla e preferiva dormire.
Quando entravi ti sorrideva sempre, o meglio, si intuiva dagli occhi e dalla voce che sorrideva, ma era sempre veloce a posare una mano sulla bocca..aveva paura che ci accorgessimo che i denti erano malmessi e se ne scusava in continuazione. Era sempre in ciabatte e con una vestaglina di cotone, vestita 'da casa', in modo così semplice che di più non si poteva. Difficilmente la si vedeva con i capelli cotonati,. come usava allora. Eppure, anche se andava poche volte dalla parrucchiera e gli anni e le numerose gravidanze le avevano lasciato addosso dei chili in più, il suo viso malcelava una bellezza antica, sicuramente la stessa che aveva indotto il cugino di primo grado a sceglierla per moglie, tanto da dover chiedere la dispensa al vescovo.
Tutte le volte che si andava lì ti offriva qualsiasi cosa da mangiare. Potevano essere le cinque del pomeriggio e, se aveva sul fuoco il pentolone del brodo, ti chiedeva se volevi un pezzo di gallina. Se avessi detto che ti andava bene, lei sarebbe stata felice e per nulla sconcertata: le bastava accontentarti. Il vino, dentro a un bottiglione trasparente da 2 litri, era sempre sul tavolo, pronto per chiunque ne avesse desiderato un goccio. Vino forte, di casa, rosso scuro che di più non si poteva.
Ai matrimoni si portava sempre dietro una bustina di plastica dove metteve le benamate ciabatte. Per lei stare con le scarpe era un vero tormento. E ti faceva ridere anche solo per quello...Quando andavo lì le volte in cui già ero diventata mamma (e pure lo sono diventata a 30 anni!), non faceva altro che riempirmi di complimenti. Diceva:"Te pari uncora na putea, me pare impossibie che te gabbi za un fiojo!"
Carissima zia...se n'é andata senza disturbare nessuno. Di notte...semplicemente non si é più svegliata. Era d'estate, ormai parecchi anni fa. Il suo funerale é stato seguito da un pranzo tra parenti e, se devo dire, non sono mai stata così serena in una simile circostanza: il suo spirito allegro e generoso é rimasto con noi anche quando lei se n'era già andata.
Un bacio cara zia, ovunque tu sia!
Non sono solo i libri a "cambiarti la vita". Un libro é complesso e ti può dare una sequela di indicazioni. Le frasi invece sono lapidarie. Rimangono scolpite nella memoria e ogni tanto si torna a tirarle fuori per necessità di un appiglio morale, di una certezza che manca e della quale si sente il bisogno.
Una di queste frasi, che ogni tanto mi torna in mente, é stata scritta da un poeta inglese del '500. Tale John Lily. L'ho cercato su Wikipedia ma, non trovandolo, ho avuto il dubbio che la mia memoria facesse acqua. Invece no, per fortuna, una ulteriore banale ricerca mi ha portato a verificare che il personaggio esisteva, eccome...
Sembra anche che sia stato il padre dell'Eufemismo (genere letterario secondo il quale si usa un girigogolo di parole per affermare anche l'asserzione più semplice)...comunque la frase che di lui mi ricordo faceva più o meno così:
''NATURE AITHETH VOIDNESS'' cioé...."LA NATURA ODIA IL VUOTO"
Erano parole di una poesia, rivolte dall'innamorato alla sua bella ed é facile intuirne il significato che, per quanto eufemistico, per l'appunto, da' un'idea chiarissima del desiderio fisico. E' anche vero, se si analizza questa brevissima asserzione, che l'uomo ha sempre bisogno di 'riempire' i suoi spazi. L'ozio produce fantasmi, desideri sciocchi o impossibili, disperazioni e affanni inutili. Il tempo che ci è dato non é eterno e ce ne accorgiamo miseramente quando succede qualcosa che devia i nostri programmi. Allora subentra l'ansia di tirare le fila e di cercare di renderci conto di quanto siamo riusciti a fare e quanto ci é rimasto ancora da fare, del tempo che abbiamo perso in faccende inutili e di quello che abbiamo tolto, chissà, magari anche a noi stessi quando invece ci sarebbe servito per farci stare meglio. Posso fare un volo pindarico e volare da John Lily a Eros Ramazzotti? Nella sua ultima canzone 'Parla con me', c'é un momento nel quale mi aspetto che possa chiedere alla persona cui si rivolge di provare a innamorarsi di qualcuno..e invece dice..."Prova un po' a innamorarti di te" ...La contabilità del DARE e del RICEVERE, ahimè, non é governata da nessuna giustizia, né dai nostri desideri/sentimenti, fossero anche i più grandi, veri e onesti..e allora..bisogna cercare di pensare, ogni tanto, anche a se stessi. Il tempo non é infinito e non si può passarlo sempre ad aspettare.
Tempo fa mi é capitato di leggere, nel libro autobiografico del regista Zeffirelli, dei particolari su Liz Taylor che, assieme a molti altri famosissimi personaggi degli anni '60 e '70, é stata anche sua amica. E' una donna che mi é sempre piaciuta molto e ho provato molto interesse per quello che ha detto di lei. A parte la curiosa immagine di Liz che inseguiva una scimmietta in casa sua quando il regista era andato per parlare a lei e a Richard Burton del suo progetto per averli come protagonisti ne 'La Bisbetica Domata', ricordo che l'ha elogiata per la grande bravura. Al contrario di colui che allora era suo consorte, il grandissimo Burton, che si presentava sul set all'alba con tutti gli altri, lei arrivava in ritardissimo, però....una volta pronta...partiva e il primo ciack era sempre il migliore. Se ne girava uno "per prudenza", ma il primo sarebbe sempre stato l'unico, il migliore, perfetto sempre (e, da qui, le venne il soprannome di ONE CIACK LIZ)....mentre girava "La bisbetica domata" (per chi non la conosce, si tratta di una gustosissima commedia shakespiriana dove Caterina, sempre nervosa, agitata e sputa-sentenze, alla fine si arrende all'amore di Petruccio, che la 'guarisce' trattandola allo stesso modo con cui lei tratta gli altri), il regista ricorda anche che Liz apprese della morte di James Dean. Era tristissima ma, appoggiata anche dal marito e dal suo amore per l'arte, si fece forza e recitò al meglio scene piene di verve, comicità, leggera spensieratezza.
Molto bella anche la descrizione, appresa da un'intervista ripresa da Sky, nella quale Liz parlava di come cominciò il suo amore per Richard Burton. Le sue amiche l'avevano messa in guardia. Era uno sciupafemmine, e lei si era messa in testa che non sarebbe mai caduta nella sua trappola...poi...le capitò di notare lo sguardo fragile di Richard mentre prendeva un caffè e questo bastò...Da lì, una convivenza passionale e burrascosa che li portò a sposarsi e divorziare per ben due volte. Ricordo anche, specie dalle cronache dei giornali 'da spiaggia' di quando ero ragazza, dei suoi tanti mariti e dei suoi tanti figli (anche adottati), nonché del suo impegno contro l'Aids. Da anni ormai le sue uniche foto la fanno vedere costretta ad una sedia a rotelle (é stata operata alla schiena non so quante volte). Una vecchia signora che ha solo una lontanissima parvenza della luminosa bellezza dei suoi anni migliori..e devo dire che tutte le volte che penso a lei mi viene in mente una frase del Vangelo nella quale si dice che chi ha tanto amato sorpasserà, davanti a Dio, tutti coloro che invece hanno vissuto una vita banale, attaccata alle regole, ma senza amore, quello vero.
Venerdì Santo, giorno in cui si pensa, inevitabilmente, alla MORTE.
Io sono qui, con chi leggerà le mie parole e non posso sapere del "dopo", ma, grazie a Dio, io CREDO...
Venerdì Santo, giorno di contaddizione, quando un Dio muore e tutto sembra perduto, nonostante le parole, nonostante le promesse.
Venerdì Santo, di bare allineate a centinaia dove la terra ancora trema...
Venerdì Santo di un Papa che non ha compreso che Cristo era morto ancora una volta a poca distanza quella che da secoli é la Casa della Cristianità..avrebbe potuto portare un saluto, un abbraccio, e poi tornare dagli altri fratelli, dalle altre, tante, infinite sofferenze..
Venerdì Santo di vite spezzate prima del tempo..ma qual'é il senso del tempo, di quello di ognuno? Il TEMPO che ci é dato qui, serve perché ognuno svolga un determinato compito. C'é chi deve fare tanto, chi poco, chi deve fare determinate cose e chi altre, secondo un progetto di cui siamo come le tessere inconsapevoli di un mosaico, che non riusciremo a capire finché non lo vedremo dall'alto...
Riconoscete questo signore provato e fragile? E' Patrick Swayze, lo stesso uomo che vedete nella foto sopra, indimenticabiuile interprete, assieme a Demi Moore, di una indimenticabile storia, nel film "Ghost". Anche con lui, la vita sta giocando come un'abile illusionista. Prima hai tutto e sei tutto e poi più niente..bisogna solo lottare..ma per cosa?
Devo dire che anni fa avevo paura, tantissima, della morte. Temevo per i miei cari, temevo per me...ora questa paura quasi non l'ho più. Tempo fa, parlando con una persona che, come tutti, si chiedeva del perché a volte sono i bambini o le persone più innocenti che ci lasciano, quella stessa persona mi ha fatto parte di una sua riflessione che ho subito fatta mia: chi se ne va, va solo a stare meglio, a raggiungere la LUCE, la stessa che l'aveva generata.
E Patrick, secondo me, tra poco, ritornerà esattamente così:
..basteranno tre giorni, di un tempo che non esiste, per battere quella che pensa di essere la vincitrice, ma che perderà la partita finale..perché questa vita talvolta é piena e bella ma spesso anche triste, faticosa, dubbiosa, ignobile, incrdibilmente difficile.. e a noi non basta, e tu lo sai, vero, Signore? Credo che chiunque abbia avuto il privilegio di conoscere l'amore, quello vero, in una qualsiasi delle sue forme, possa capirmi. E' come aver conosciuto il Paradiso e volerci tornare..tutto molto semplice, in fondo!

Dov’eri
il tempo che non c’ero?
i pensieri che entravano
e uscivano
dalla tua mente
Quanti
i sogni che inseguivi
Il tempo che non c’ero?
Cosa vedevano i tuoi occhi?
Paesaggi che io non ho mai conosciuto
Volti che io non ho mai incontrato
Aria che non mi ha mai sfiorato
Il tempo che non c’ero
Eppure eri già tu
E io ti avrei già amato
E così so che sarebbe stato per te
Avrei voluto essere
Il vento che ti accarezzava
mentre la tua vita
vuota di me
ovunque andava
Felice di sapere
che ogni passo
ti avrebbe portato
verso me
Il tempo che non c’ero

Un famoso paroliere disse tempo fa che la vera e grande poesia di questi ultimi 30-40 anni é corsa sulle ali della musica. Nulla di più vero, per quanto mi riguarda. E ben venga la musica che ha il dono, preziosissimo, che altre arti non hanno: quello di essere compresa da tutti. I gusti sono diversi, quello é certo, ma tutti, di qualsiasi nazione o estrazione o cultura, possono udire ed apprezzare la musica.
La musica é diretta ben più di ogni altra opera d'arte..e se la poesia si avvale di questo mezzo é come se ricevesse le ali di un angelo. Sempre più spesso mi capita di sentire canzoni magari anche datate che però mi danno la sensazione di essere poesia pura, cioé un concentrato di significati primari..posso definirla così?
Mi é successo stamane, con la mia solita autoradio a palla. Stavo sentendo una vecchia canzone di Caterina Caselli rifatta da Battiato (e che meraviglia tutte quelle canzoni 'rifatte' a modo suo in Fleur 2!!) . La canzone s'intitola "'INSIEME A TE NON CI STO PIU'". La frase più significativa é quella che ho messo come titolo di questo post. ....effettivamente non tutte le cose della nostra vita vanno come vorremmo...a volte, lo so, siamo egoisti e vorremmo troppo, ma chi mi conosce sa bene che non mi riferisco a questioni di ordine economico o simili. Quello che più mi interessa, per me e per gli altri, é il benessere interiore, quello che ti fa forte, quella magica alchimia tra il dare e l'avere che ti fa camminare nelle strade nella vita col passo lieve...
Ma spesso non é così e allora si passa agli immancabili compromessi..e allora, come dice la canzone...SI MUORE UN PO' PER POTER VIVERE...........