Non sono solo i libri a "cambiarti la vita". Un libro é complesso e ti può dare una sequela di indicazioni. Le frasi invece sono lapidarie. Rimangono scolpite nella memoria e ogni tanto si torna a tirarle fuori per necessità di un appiglio morale, di una certezza che manca e della quale si sente il bisogno.
Una di queste frasi, che ogni tanto mi torna in mente, é stata scritta da un poeta inglese del '500. Tale John Lily. L'ho cercato su Wikipedia ma, non trovandolo, ho avuto il dubbio che la mia memoria facesse acqua. Invece no, per fortuna, una ulteriore banale ricerca mi ha portato a verificare che il personaggio esisteva, eccome...
Sembra anche che sia stato il padre dell'Eufemismo (genere letterario secondo il quale si usa un girigogolo di parole per affermare anche l'asserzione più semplice)...comunque la frase che di lui mi ricordo faceva più o meno così:
''NATURE AITHETH VOIDNESS'' cioé...."LA NATURA ODIA IL VUOTO"
Erano parole di una poesia, rivolte dall'innamorato alla sua bella ed é facile intuirne il significato che, per quanto eufemistico, per l'appunto, da' un'idea chiarissima del desiderio fisico. E' anche vero, se si analizza questa brevissima asserzione, che l'uomo ha sempre bisogno di 'riempire' i suoi spazi. L'ozio produce fantasmi, desideri sciocchi o impossibili, disperazioni e affanni inutili. Il tempo che ci è dato non é eterno e ce ne accorgiamo miseramente quando succede qualcosa che devia i nostri programmi. Allora subentra l'ansia di tirare le fila e di cercare di renderci conto di quanto siamo riusciti a fare e quanto ci é rimasto ancora da fare, del tempo che abbiamo perso in faccende inutili e di quello che abbiamo tolto, chissà, magari anche a noi stessi quando invece ci sarebbe servito per farci stare meglio. Posso fare un volo pindarico e volare da John Lily a Eros Ramazzotti? Nella sua ultima canzone 'Parla con me', c'é un momento nel quale mi aspetto che possa chiedere alla persona cui si rivolge di provare a innamorarsi di qualcuno..e invece dice..."Prova un po' a innamorarti di te" ...La contabilità del DARE e del RICEVERE, ahimè, non é governata da nessuna giustizia, né dai nostri desideri/sentimenti, fossero anche i più grandi, veri e onesti..e allora..bisogna cercare di pensare, ogni tanto, anche a se stessi. Il tempo non é infinito e non si può passarlo sempre ad aspettare.