
Leggera, inaspettata,
mille volte attesa
e infinite altre volte
semplicemente sognata,
mi sei arrivata addosso
come pensiero sospeso
che finalmente ha trovato una forma
come fantasma tante volte intravisto
che
imprevedibile
torna alla vita
Una semplice foglia
tra mille altre
proprio in quel momento
proprio sul mio viso,
portata dal vento
e scivolata
tra la fronte e le palpebre
quasi come lacrima
a ricordarmi
una notte davanti al mare
un abbraccio che non voleva finire
una voce sommessa
una luna troppo curiosa e troppo chiara
che a dire il vero quasi disturbava…
e poi parole e passi e baci
e silenzi e paure
…e dubbi
tutti frammenti d’un fragile amore
che ha preteso di vivere
impavido e solo
senza strutture
senza futuro
e
ora
anche senza di te...

Nuvole basse, soffici e lente

E' stato difficile,
quasi impossibile;
a volte era solo per il vento,
a volte per un altro tormento...
ma quando arrivava
il sole,
fuori e dentro
era come vivere altrove
senza tempo e senza dove...
Ma i ladri d'infinito
sono sempre in fuga
e non sempre e non ovunque
c'é posto che li accolga
Arriva il momento in cui
si devono fermare
e riposare
distanti
cercando di dare
con i ricordi ancora palpitanti
una forma
a quel cuore soldato
partito in guerra e mai tornato...

Ultimamente i miei amici di blog si sono dati alla poesia ed anche io, qualche giorno fa, ho composto 'su ordinazione' una breve poesia per il mio amico Fiore Cagnetti. Oggi torno a dare un'occhiata in giro e vedo ancora poesie...mi ci provo di nuovo anch'io, così, come se fosse un gioco, anche se in realtà alcune mie poesie sembrano canzoni, altre sono preghiere.......

Difficile guardare avanti quando tutto é sospeso
La vita mi ha insegnato a camminare
ma ora devo capire dove andare
Le strade sono tante
e
la sabbia
della mia clessidra ormai é già quasi finita
Non posso sprecarla,
devo solo
forse,
imparare a guardare da un'altra prospettiva
aspettare che l'onda tocchi la riva
e provare a tuffarmi, di nuovo, nel mare scuro
di tutto quanto il mio cuore già sentiva
quando
all'inizio della vita
tutta quella sabbia mi sembrava ancora infinita
Non sono solo i libri a "cambiarti la vita". Un libro é complesso e ti può dare una sequela di indicazioni. Le frasi invece sono lapidarie. Rimangono scolpite nella memoria e ogni tanto si torna a tirarle fuori per necessità di un appiglio morale, di una certezza che manca e della quale si sente il bisogno.
Una di queste frasi, che ogni tanto mi torna in mente, é stata scritta da un poeta inglese del '500. Tale John Lily. L'ho cercato su Wikipedia ma, non trovandolo, ho avuto il dubbio che la mia memoria facesse acqua. Invece no, per fortuna, una ulteriore banale ricerca mi ha portato a verificare che il personaggio esisteva, eccome...
Sembra anche che sia stato il padre dell'Eufemismo (genere letterario secondo il quale si usa un girigogolo di parole per affermare anche l'asserzione più semplice)...comunque la frase che di lui mi ricordo faceva più o meno così:
''NATURE AITHETH VOIDNESS'' cioé...."LA NATURA ODIA IL VUOTO"
Erano parole di una poesia, rivolte dall'innamorato alla sua bella ed é facile intuirne il significato che, per quanto eufemistico, per l'appunto, da' un'idea chiarissima del desiderio fisico. E' anche vero, se si analizza questa brevissima asserzione, che l'uomo ha sempre bisogno di 'riempire' i suoi spazi. L'ozio produce fantasmi, desideri sciocchi o impossibili, disperazioni e affanni inutili. Il tempo che ci è dato non é eterno e ce ne accorgiamo miseramente quando succede qualcosa che devia i nostri programmi. Allora subentra l'ansia di tirare le fila e di cercare di renderci conto di quanto siamo riusciti a fare e quanto ci é rimasto ancora da fare, del tempo che abbiamo perso in faccende inutili e di quello che abbiamo tolto, chissà, magari anche a noi stessi quando invece ci sarebbe servito per farci stare meglio. Posso fare un volo pindarico e volare da John Lily a Eros Ramazzotti? Nella sua ultima canzone 'Parla con me', c'é un momento nel quale mi aspetto che possa chiedere alla persona cui si rivolge di provare a innamorarsi di qualcuno..e invece dice..."Prova un po' a innamorarti di te" ...La contabilità del DARE e del RICEVERE, ahimè, non é governata da nessuna giustizia, né dai nostri desideri/sentimenti, fossero anche i più grandi, veri e onesti..e allora..bisogna cercare di pensare, ogni tanto, anche a se stessi. Il tempo non é infinito e non si può passarlo sempre ad aspettare.

Dov’eri
il tempo che non c’ero?
i pensieri che entravano
e uscivano
dalla tua mente
Quanti
i sogni che inseguivi
Il tempo che non c’ero?
Cosa vedevano i tuoi occhi?
Paesaggi che io non ho mai conosciuto
Volti che io non ho mai incontrato
Aria che non mi ha mai sfiorato
Il tempo che non c’ero
Eppure eri già tu
E io ti avrei già amato
E così so che sarebbe stato per te
Avrei voluto essere
Il vento che ti accarezzava
mentre la tua vita
vuota di me
ovunque andava
Felice di sapere
che ogni passo
ti avrebbe portato
verso me
Il tempo che non c’ero

Un pensoso Joseph Fiennes da "Shakespeare in love" per andare a parlare di scuola e ragazzi. Un salto ardito, ma ormai mi conoscete, é il mio stile!
Qualche giorno fa se ne parlava nel blog di una mia nuovissima conoscenza di Splinder, ISABEL49...i ragazzi fanno sempre più fatica ad apprendere e molti insegnanti sono sempre più stressati..come risolvere il problema?
Io una soluzione ce l'avrei. So che non é semplice, ma la ritengo fondamentale. Il bravo insegnante deve:
- dare FIDUCIA ai ragazzi (così, per partito preso, giusto perchè, se una persona si sente VALUTATA, di sicuro darà il meglio di sè)
- dire che sono bravi quando lo sono, dire che NON lo sono quando non lo sono, e SPIEGARNE IL PERCHE'
- last but not least, come dicono gli inglesi, cioé 'ultimo ma non da ultimo': EVOCARE L'ATTENZIONE DELLO STUDENTE
Evocavo infatti, proprio nel blog di Isabel, un episodio di circa 25 anni fa, capitato a me quando, da studente universitaria, un prof d'inglese fece salire in piedi sulla cattedra un mio compagno. A gambe aperte, costui doveva simulare il foro del muro attraverso il quale i due protagonisti della pièce teatrale si dovevano parlare...merito del teatro elisabettiano che non amava scenografie? No, merito del prof (per chi ha letto CUOR di B., é quello che aveva messo in cattedra anche me perché col vestito rosso facevo un gradevole effetto cromatico assieme al nero della lavagna)...Sta di fatto che tuttora ricordo il perché e il percome di tale situazione che se ne sta nella famosa commedia 'Il sogno di una notte di mezza estate'!
Mio figlio (che tra l'altro assomiglia al Fiennes della foto!) non é mai stato uno studioso, ma alle medie una volta é venuto a casa nominando a menadito i cerchi del Paradiso di Dante (insegnante di lettere eccezionale!) e ora che é al 5 anno del corso per geometri ha studiato il D'Annunzio senza leggerne nemmeno una poesia..........secondo me, due giorni dopo la maturità forse si stupirà che qualche via o scuola possa essere intitolata a costui!
Io due giorni fa ho dato una ripetizione d'inglese; per il participio passato dei verbi irregolari sono andata a scomodare anche Madonna (Frozen) ed Elisa (Broken)......insomma dài, ci vuole un po' di tattica con questi ragazzi!
