
Chi mi segue sa che ho un debole per l'epoca elisabettiana e per il teatro. Ricordo perfettamente che il mio grande prof che mi fece il secondo anno di letteratura inglese mi stupì molto quando mi disse che, all'epoca di Shakespeare, non c'era il senso della 'storia' per cui che ne so, se un'opera teatrale era ambientata nell'antica Roma (pensiamo ad es. al periodo nel quale é ambientato Antonio & Cleopatra) gli attori rimanevano agghindati negli abiti dell'epoca elisabettiana, per non parlare della scenografia, che era nuda ed essenziale e affidata, per lo più, a delle simbologie ricorrenti (la luna ad es. era rappresentata da un uomo che recava una fascin sulle spalle e una lanterna in mano perché questo é quanto gli antichi intravedevano nelle 'ombre' lunari). Se poi pensiamo che le parti femminili erano affidate agli uomini...penso che davvero, ad uno spettatore moderno, quel marasma di accostamenti sarebbe parso come minimo indigesto. Chi ha visto Shakespear in love, forse ricorda gli enormi sforzi della protagonista femminile (G. PALTROW) per entrare a far parte del cast che deve agire sulla scena....Nel passato, il termine attore era riservato agli uomini. Le donne iniziarono a recitare solo nel XVII secolo, e allora si iniziò ad usare il termine attrice. Nell'antichità e nel Medioevo, era considerato disdicevole per una donna salire sul palcoscenico e questa percezione continuò sino al XVII secolo, quando a Venezia fu interrotta. Al tempo di William Shakespeare, le parti femminili erano interpretate da uomini o ragazzi, sebbene vi sia qualche elemento per sospettare che vi fossero donne che recitavano (illegalmente) mascherate da uomini....
Tutta questa bella introduzione per arrivare a dare una pennellata di leggerezza alla questione che ora va per la maggiore. Con la scusa dei recenti fatti che hanno visto come protagonisti calciatori e politici, i TRANS sono venuti alla ribalta come non mai. Lasciando da parte vari ed eventuali approfondimenti sessual-attuali che non sono nelle mie corde, invece vorrei ricordare la grande simpatia di molti attori uomini quando, appunto vestono i panni femminili. L'ottimo Panariello nello spot Wind quando fa la Signora Italia mi ricorda tanto una mia zia, Andrea Roncato, quando faceva 'la mamma' era un personaggio simile e molto ben disegnato, che pure mi ricordava la stessa zia o comunque una bella fetta delle signore di una certa età da me conosciute. Robin Williams é meraviglioso nei panni di Mrs. Doubtfire, per non parlare di D. Hoffman in Tootsie....tutti uomini che, quando alla fine si rivelano essere 'maschi' mi infondono una enorme tenerezza e mi fanno capire quanto di bello (e di molto nascosto) spesso c'é, appunto nell'animo maschile.
Per una risata, lascio qui un link, tratto da un programm RAI del lontanissimo 1958, con UGO e RAIMONDO...e scusatemi se é poco!!
http://www.youtube.com/watch?v=gMZBUkMcyUg
Qualche giorno fa mi é capitato di ridere di gusto perché, mentre stavo guardando su SKY un vecchio flm di Fantozzi, ho ricevuto la telefonata di un mio amico che, essendo romano, ha aggiunto aneddoti su aneddoti a vari personaggi e ambientazioni che fanno parte della saga fantozziana...del tipo..che colui che interpretava la famosa Mariangela era un suo vicino di casa e che la mamma di costui era estremamente fiera che il figlio fosse stato preso per la parte (alché io ho pensato 'ogni scarrafone é bello a mamma sua':-)). Abbiamo entrambi concordato che, dietro a tante risate provocate da situazioni portate all'estremo dal bistrattato ragioniere, ci sia stata sempre e comunque una buona dose di intelligenza e un ottimo spirito di osservazione. Leggo su Wikipedia che Paolo Villaggio, che lo ha interpretato per anni, l'aveva fatto diventare il protagonista di un libro nato dalla sua vera esperienza di impiegato all'Italsider. Tra l'altro (udite..udite!!) sembra che Villaggio abbia anche vinto il PREMIO GOGOL perché il suo libro aveva stravenduto in Unione Sovietica!!
Ricordo che quando ero ragazza ho sempre affermato che i film di Fantozzi mi piacevano ma allora, specie tra i giovani, devo dire che non era in voga affermare cose simili e c'era chi storceva il naso, probabilmente perché Fantozzi non é mai stato né bello, né impegnato. ..Eppure, io sono sempre stata tanto stravagante da pensare che, se qualcuno dovesse mandare un'immagine di noi umani su qualche altro pianeta, avrebbe dovuto mandare anche una bella cassetta con Fantozzi. Si fa presto a ridere delle sue vicissitudini, in fondo, per certi versi, é una specie di Paperino in formato umano, tante sono le sfortune che lo perseguitano...ma come si fa a non essere colpiti dalla grande dose di umanità che sta dietro a certi episodi, se non a tutti, come una specie di sottile ma perenne fil rouge?
C'é umanità nel suo grande senso di amicizia verso quell'altro scarambolato di Filini, oppure nel suo rapporto con la moglie, quella Pina che continua a volergli bene nonostante la sua apparente mediocrità della quale é fin troppo facile ridere. E' umanissimo (e coraggiosissimo) quando finalmente sbotta contro il regista alternativo e bolla come 'cagata pazzesca' il noiosissimo film russo sulla corazzata Potiomkin; é tenero e dolce quando s'impegna a riconoscere il (finto) erede che la Silvani dice di aver concepito con lui tre anni prima (!?!) in quel di Cortina (scusa che serve a lei per ottenere i soldi per darsi un'aggiustatina dal chirurgo plastico)...infine, é identico a tutti i mariti di questa terra quando accende la TV per vedere la partita della squadra del cuore e azzera ogni attenzione verso il mondo esterno....
Mi piaci UGO...hai sempre subito con grande dignità tutte le disgrazie che ognuno di noi avrebbe voluto evitare...in pratica,come succede in una scena famosa nella quale fai da parafulmine, hai preso su di te i pochi pregi e i tanti difetti, le molte paure e le rare ma coraggiose alzate di testa che fanno parte della vita dei più.....e anche se non ho le braccia abbastanza lunghe per abbracciarti perché nel frattempo ti é cresciuta a dismisura la pancia, ti mando un baciotto per la tua grande simpatia: kiss kiss!!!
Mi é capitato utimamente di cogliere delle riflessioni di persone amiche, sia uomini che donne, e ho riscontrato, nelle loro parole, una grande sofferenza e, al tempo stesso, una sorta di pesante incapacità di uscire dall'impasse nella quale si sono venuti a trovare. Capita a volte, nella vita, che si incontri una persona, che si scopra che i suoi lati più belli, che appaiono di solito quasi subito, sono proprio quelli che ci attraggono e di cui, proprio in quell'esatto momento, noi abbiamo bisogno. Allora si prova a pensare che il destino, una volta tanto, ci sia stato benevolo e che finalmente ci abbia concesso proprio quello che si desiderava. Poi però, fatalmente, inesorabilmente e senza colpa alcuna da parte di chi vorrebbe mantenere il più a lungo possibile in pugno una situazione simile, poi, dicevo, succede l'imprevisto. Ed é allora che scopri che un 'quid' apparentemente banale, della stessa potenza di quello che ci ha fatto incrociare la nostra vita con quella dell'altra persona, ebbene, uno stesso minuscolo 'quid', uno spostamento minimo dell'ago della bilancia, fa cambiare tutte le carte in tavola, fa mutare ogni prospettiva,anche la più innocente, la più sincera, la più benevola. E dopo? Si rimugina, si prova a cercare di capire cosa si può avere sbagliato, cosa cavolo il destino ci ha voluto buttare addosso senza che lo meritassimo..e poi ancora si scopre che forse il problema, quello fondamentale, quello che rimane, é solo questo: ci sono persone di due categorie, quelle che hanno il RISPETTO come logica indistruttibile nella loro testa e in ogni cosa che fanno e coloro che invece non conoscono il significato profondo di questa parola. E purtroppo, quando capita che esponenti delle due categorie si incontrano, alla fine c'é sempre qualcuno che ne esce ammaccato.
Ogni tanto mi succede di prendere in mano un pacco di foto..dire che sono vecchie ancora non si può, visto che al massimo avranno 15 - 20 anni, ma già il fatto di 'prenderle in mano', appunto, da' l'idea che un bel po' di tempo é passato. Nell'era del digitale le foto si vedono, si modificano, si spediscono via computer e si stampano solo le più belle... le altre rimangono dentro ai files o ai CD. Allora non era così. Si consegnava il rullino e il fotografo ti riconsegnava tutto quanto avevi scattato, fossero anche le solite dita davanti all'obbiettivo o le famose foto 'mosse' perché non si era riusciti a mettere bene a fuoco. Mio figlio stamattina é andato in treno a vedere quella che credo sarà la sua nuova scuola, un corso para-universitario triennale...eppure...sono giorni che io ho in mente una foto, ben precisa, anche se ultimamente non mi é tornata in mano. Gliel'avevo fatta io, il primo giorno di scuola, sul terrazzo di casa. Era il 1.996. Ricordo che indossava una polo blu, un paio di pantaloncini al ginocchio a righine colorate, un berrettino, calzettoni, scarpe da ginnastica e zaino. C'era il sole che gli dava un po' fastidio anche se era già settembre,;lui teneva gli occhietti un po' socchiusi, sembrava ridesse.
Hai stretto tante mani
hai elargito calore e sorrisi
eleganza e bellezza
attenzione e commozione
ma una mano che desse forza
a te sola
non c'era...
Dopo che
il tuo sogno
era scomparso
ti preparavi
ugualmente
ogni giorno
a far rivivere ad altri
quella magica felicità
che per te era già svanita...
Allora
hai avuto pietà di te stessa
le lacrime hanno inondato il tuo volto
e così
come fan tutti
questa volta la felicità l'hai cercata tu
da sola
ovunque
anche lì,
dove non c'era
per sentirla ancora una volta
l'ultima
quando tutto era finito
e la mano calda del Suo Amore
si é posata
con serena dolcezza
sulla bandiera
che ricopriva quanto di te
su questa terra
restava.
a Lady Diana Spencer
01-07-1961 31-08-1997
Sono ancora al mare e, in questi giorni in cui l'afa se n'é andata per lasciare il posto a un sole caldo ma piacevole, mi godo un po' di tranquilla vita da spiaggia. Un po' penso ai miei problemi irrisolti, un po' parlo con qualcuno se ne ho l'occasione, un po' osservo. Mi piace moltissimo fermarmi a guardare i bambini in spiaggia. Essendo, come ho detto più volte, una 'madre anomala', non ho rimpianti perché i miei figli ora sono grandi, anzi, sono pronta a viverli anche così, ora che, con i loro amici, magari si fanno vedere meno. E' giusto e bello e pure 'doveroso' divertirsi alla loro età. Io sono felice se loro lo sono e non pretendo certamente che vengano a stendermi il tappeto rosso in quanto 'regina madre'. Se c'é bisogno ci sono, altrimenti me ne sto in disparte e mi dedico ad altre faccende, alle amicizie, ai miei interessi.
Eppure, tutte le volte che, come dicevo, osservo i bambini, rivedo me alla loro età. Io li vedo tutti meravigliosamente belli, sorridenti, intenti a giocare, a urlare, a rincorrersi. Mi piace vedere la vita che si espande, che cresce ogni giorno con nuove esperienze, proprio come fa una conchiglia, che a poco a poco crea il suo scheletro calcareo fatto di spire che la rafforzano, che la abbelliscono di nuovi, iridescenti colori. Rimpiango, quello si, i tanti momenti di solitudine passati da bambina. A volte penso che questo mio essere rimasta quasi adolescente nella mia anima sia una specie di necessario ritorno a vivere un periodo della mia esistenza che invece é stato vissuto solo parzialmente, con pochissime amicizie e con tanti, troppi divieti. Almeno, grazie a Dio, non serbo rancore verso il Destino, credo di essere abbastanza filosofa per capire che é inutile cercare di domarlo...l'importante é capirlo, se ci si riesce.
In vacanza di solito mi prendo lo spasso di andare al bar a fare colazione. Qualche giorno fa ho notato quello che potrei definire un "uccellino da bar". Ora ce ne sono parecchi. Non sono Piero Angela ma mio padre era cacciatore e, si, insomma, certe cosucce le so. Insomma, era proprio una femminuccia di allodola quella che con gran cipiglio e coraggio é venuta prima sulla sedia e quindi sul tavolino al quale ero seduta a 'chiedere' una briciolina di brioche. Io, che con certi animaletti (non con tutti!) ho una certa predilezione, ho approfitatto subito per dirle qualche parolina per ammansirla, quindi, non sperando (haimé)in nessuna risposta, le ho rifilato una briciolina. Quella, dopo aver piegato la testolina in direzione mia, ha beccato prontamente i pochi grammi di sfoglia e se li é portati via...
Quante volte, ho pensato, basta una minima attenzione, un piccolo gesto, una parola, un sms (ora graditissimi e utilissimi) per farci cambiare la giornata? In questo mondo dove tutto e tutti vanno di fretta é l'attenzione altrui che manca sempre moltissimo e che ci fa sentire (parlo per me) spesso, non dico una nullità, ma di certo meno importanti di quanto in realtà possiamo essere. Sicuramente in una vita le relazioni di vario livello (famigliari, sentimentali, lavorative, d'amicizia) sono di solito molte, ma questo non giustifica, a parere mio, la disattenzione perpetua a favore di scuse più o meno veritiere e comunque, a mio avviso, sempre sormontabili. In primis, credo debba sempre esistere l'attenzione, il rispetto, tanto più che, se ognuno ne sente così tanto la necessità, é fondamentale cercare di essere noi, per primi, a non scordare questo bisogno primario anche ne confronti altrui.
A quella piccola allodola é bastata ua briciolina, ad una persona non serve molto di più per scaldarsi il cuore e vedere il sole anche nella giornata più ottusa e grigia che le possa capitare di vivere...

Stasera sulla spiaggia é arrivato un camioncino tutto blu che pubblicizzava un nuovo gelato. Oltre a ricavarci un simpatico portachiavi a forma di cornetto e mangiare un mini gelato gratis, sono rimasta lì una buona decina di minuti a guardare le stelle di schiuma che, a scopo coreografico, venivano sparate in aria da uno strano marchingegno contenuto nel medesimo camioncino per attirare l'attenzione dei villeggianti.
Belle e pacioccone, fatte di schiuma bianca, le stelle, appena 'emanate' prendevano ognuna la sua strada a seconda della direzione del vento. Qualcuna volava lontano, altre si perdevano tra le piante, alcune danzavano da subito come se si concedessero a bambini e adulti (c'ero anche io tra questi!) che avrebbero voluto toccarle e invece poi volteggiavano via veloci, chissà dove...in pochissimo tempo ognuna prendeva la sua strada e si smarriva allo sguardo. Quasi tutte erano perfette nella forma, alcune invece no.
Mi é stato facile, per non dire automatico, fare una semplice constatazione. La danza fluttuante di quelle simpatiche stelle di schiuma mi sembrava un po' come una dolce e leggera parabola della vita di ognuno di noi. Una volta venuti al mondo, le potenzialità sono simili, ma non uguali, c'é chi nasce pieno di doti, e chi invece no. Poi, ognuno vive la sua vita, compie le sue scelte, prende la sue direzioni, e tutto cambia. C'é chi ha vita breve, chi invece fa in tempo a stancarsi di contare nuove primavere.
Meglio non sapere dove finirà la nostra stella...meglio farsi trasportare dal vento e continuare a vivere e sognare, finché si può!

Ho assistito alla TV ad un'intervista al regista Mario Monicelli: 90 anni e decine di film alle spalle. Ho seguito con grande curiosità il modo con cui parlava e le parole che usava. Assomigliava troppo ad una certa persona di mia conoscenza (l'augusto padre:-)) per cui volevo vedere quali e quante potevano essere le somiglianze. Evidentemente il fatto di essere vicini anagraficamente già dice che certe persone sono state forgiate in un certo modo proprio dalla loro epoca. Conosciuto da tutti come un personaggio 'ruvido', da tipico toscanaccio che dice pane al pane e vino al vino, non ha potuto fare a meno, tuttavia, di dare un'idea ben precisa di persona dall'animo coerente, dalle idee chiare, ma solo apparentemente aspro.
E' gente nata così, in tempi nei quali dare una carezza ai bambini era fare un qualcosa 'in più', che non serviva, perché c'era altro da fare. Gente che é vissuta in mezzo a grosse difficoltà prima, a causa della guerra e poi ancora in un'epopea (gli anni 60 e 70) che consentiva, a chi ne avesse avuto voglia e capacità, di dare il meglio di sé. Gente che, questa 'ruvidezza', l'ha trasmessa ai propri figli perché così era stato insegnato a loro e altri sistemi o metodi non erano previsti, né conosciuti. Gente che tuttavia, per dirla con le parole del famoso regista, 'ha usato la testa per calmare la voce del cuore'; gente che per l'appunto, però, 'senza cuore' non era.
Ha detto che nei suoi film ha fatto vedere l'Italia 'cialtrona' , eppure, solo a sentire certi titoli, c'é da pensare che senza di lui il cinema e la nostra Italia avrebbero perso un bel pezzo di sé (ricordo solo: L'Armata Brancaleone, Amici Miei, Il Marchese del Grillo, La ragazza con la pistola), e, per chi volesse saperne di più:
http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Monicelli
E' di sinistra (e io non lo sono), ma mi piace moltissimo ugualmente perché lo considero una persona 'pulita', 'schietta', 'onesta'. Non crede in Dio, né nell'Aldilà (al contrario di me)...ma quando gli hanno chiesto se aveva paura della morte, prima ha detto: 'No, perché dopo non c'é nulla'...poi si é corretto...'Però, se qualcosa ci fosse, io sono curioso di conoscerlo!". Pur avendo parenti ed amici, vive da solo perché non gli va di essere servito e ogni giorno, gli piace alzarsi, lavarsi, vestirsi e prepararsi da mangiare. Alla domanda: "Qual'é il bello della vita?", ha risposto: "Un piatto di fettuccine, una chiacchierata con un amico, una passeggiata in una bella città..."
Noi (parlo per i 30-40-50enni) poveri malati di depressione e di sindrome di Peter Pan dovremmo solo imparare da certi soggetti. Avessimo anche solo la metà di tanta energia... spaccheremmo il mondo (vero, papà???)