TUTTIICOLORIDELLANIMA

UNO, NESSUNO E CENTOMILA...diceva Pirandello...se ci fermiamo a pensare, quanti esseri diversi possiamo essere nella nostra vita!
venerdì, 13 novembre 2009

LE MANI

stanca

Anni fa ho fatto le mie primissime esperienze teatrali con degli altri genitori di bambini che erano a scuola con mio figlio. Oltre a esserci divertiti un sacco e ad avere fatto in modo che anche i bambini si divertissero parecchio al vedere i loro genitori nei panni di personaggi stravaganti, ho avuto modo di capire una delle caratteristiche fondamentali del teatro: l'agire in gruppo, come se si fosse una famiglia. Ricordo che una volta abbiamo dovuto cambiarci tutti in un camerino improvvisato nella palestra..un freddo bestia! E poi mi sono messa a ridere in faccia a un mio amico perché, quando si é tolto i pantaloni (per indossare gli abiti di scena...cosa credete!) aveva le gambe secche secche....Da allora di tempo ne é passato. Il teatro l'ho perso, l'ho recuperato e poi mi ha lasciata segnata, per sempre. Il motivo é semplice: mi ha aiutato a cambiare molti punti di vista.
Uno di questi é: non ho più paura a toccare una persona!
Troppo facile dare la colpa alla famiglia bacchettona, molto mi viene anche dal carattere e, sicuramente, dalle esperienze successive. Ho capito tardi (ma non troppo, per fortuna) quanta importanza può avere 'toccare' una persona...ricordo mio padre affranto a funerale di suo fratello. Volevo accarezzare il suo braccio per farmi sentire 'vicina', ricordo che ho esitato molto ma, grazie a Dio, poi ho appoggiato la mia mano sulla manica della sua giacca e ho capito subito che gli ho fatto 'bene'. Quando ero in collegio, freddo e solitudine mi hanno fatto capire quello che faccio tuttora: accarezzo i miei figli, anche se grandi, quando magari sono sul divano a vedere la TV...senza insistenza, quasi distrattamente per non essere considerata 'invasiva', ma lo faccio come per dire 'ci sono e ti voglio bene'. Qualche giorno fa, sempe a teatro, ho dato un paio di calorose pacche sulle spalle a un mia amico dicendogli 'Ma sei tutto intartarughito..su con quella schiena!", e lui, che è sempre abbastanza incupito, mi ha sorriso con riconoscenza.
Certe paure sono solo scemenze, vanno semplicemente eliminate. Le mani ci servono per fare mille cose ma, ricordiamolo, sono un grande mezzo per comunicare solidarietà, attenzione, comprensione, affetto.
Sono più che convinta che tante storie, familiari e di coppia, prendano pieghe che, col tempo, si fanno irreparabili proprio perché  nonostante le occasioni avute, non si é capita l'importanza di far sentire la propria vicinanza, quel calore che esce dall'anima  e vuole avvolgere l'altro di quanto c'é di più bello in noi. Senza quell'assurda paura di sembrare 'strani' o 'deboli' o 'stupidi' o 'goffi' o..quel che é peggio ancora, dei 'perditempo'!   
postato da annalisaeffe alle ore 21:28 | link | commenti (12)
categorie: vita, sentimenti
martedì, 10 novembre 2009

I TRAN-S-IMPATICI

JOEgwChi mi segue sa che ho un debole per l'epoca elisabettiana e per il teatro. Ricordo perfettamente che il mio grande prof che mi fece il secondo anno di letteratura inglese mi stupì molto quando mi disse che, all'epoca di Shakespeare, non c'era il senso della 'storia' per cui che ne so, se un'opera teatrale era ambientata nell'antica Roma (pensiamo ad es. al periodo nel quale é ambientato Antonio & Cleopatra) gli attori rimanevano agghindati negli abiti dell'epoca elisabettiana, per non parlare della scenografia, che era nuda ed essenziale e affidata, per lo più, a delle simbologie ricorrenti (la luna ad es. era rappresentata da un uomo che recava una fascin sulle spalle e una lanterna in mano perché questo é quanto gli antichi intravedevano nelle 'ombre' lunari). Se poi pensiamo che le parti femminili erano affidate agli uomini...penso che davvero, ad uno spettatore moderno, quel marasma di accostamenti sarebbe parso come minimo indigesto. Chi ha visto Shakespear in love,  forse ricorda gli enormi sforzi della protagonista femminile (G. PALTROW) per entrare a far parte del cast che deve agire sulla scena.
Piccola annotazione che mi ha fatto sorridere, sono andata sul solito Wikipedia per vedere da quando la donna entra, a tutti gli effetti, a far parte del teatro e vedo che la prima volta é successo a Venezia:-)), nel '600. Se posso, aggiungo anche una precisazione su cosa significava 'attrice' prima che questa parola avesse a che fare col teatro vero e proprio. In pratica si trattava di una donna colta che faceva compagnia agli uomini non tanto per il classico scopo (il solito sesso) ma proprio come compagna 'intellettuale'...pensando alla scarsa attenzione per la cultura al femminile nei secoli scorsi, c'é da affermare che si trattasse di una vera rarità!
Riporto da Wikipedia:

...Nel passato, il termine attore era riservato agli uomini. Le donne iniziarono a recitare solo nel XVII secolo, e allora si iniziò ad usare il termine attrice. Nell'antichità e nel Medioevo, era considerato disdicevole per una donna salire sul palcoscenico e questa percezione continuò sino al XVII secolo, quando a Venezia fu interrotta. Al tempo di William Shakespeare, le parti femminili erano interpretate da uomini o ragazzi, sebbene vi sia qualche elemento per sospettare che vi fossero donne che recitavano (illegalmente) mascherate da uomini....

Tutta questa bella introduzione per arrivare a dare una pennellata di leggerezza alla questione che ora va per la maggiore. Con la scusa dei recenti fatti che hanno visto come protagonisti calciatori e politici, i TRANS sono venuti alla ribalta come non mai. Lasciando da parte vari ed eventuali approfondimenti sessual-attuali che non sono nelle mie corde,  invece vorrei ricordare la grande simpatia di molti attori uomini quando, appunto vestono i panni femminili. L'ottimo Panariello nello spot Wind quando fa la Signora Italia mi ricorda tanto una mia zia, Andrea Roncato, quando faceva  'la mamma' era un personaggio simile e molto ben disegnato, che pure mi ricordava la stessa zia o comunque una bella fetta delle signore di una certa età da me conosciute. Robin Williams é meraviglioso nei panni di Mrs. Doubtfire, per non parlare di D. Hoffman in Tootsie....tutti uomini che, quando alla fine si rivelano essere 'maschi' mi infondono una enorme tenerezza e mi fanno capire quanto di bello (e di molto nascosto) spesso c'é, appunto nell'animo maschile.
Per una risata, lascio qui un link, tratto da un programm RAI del lontanissimo 1958, con UGO e RAIMONDO...e scusatemi se é poco!!

http://www.youtube.com/watch?v=gMZBUkMcyUg

postato da annalisaeffe alle ore 09:34 | link | commenti (14)
categorie: vita, teatro, considerazioni, tv
sabato, 07 novembre 2009

ELOGIO DI UGO

fantozzi2Qualche giorno fa mi é capitato di ridere di gusto perché, mentre stavo guardando su SKY un vecchio flm di Fantozzi, ho ricevuto la telefonata di un mio amico che, essendo romano, ha aggiunto aneddoti su aneddoti a vari personaggi e ambientazioni che fanno parte della saga fantozziana...del tipo..che colui che interpretava la famosa Mariangela era un suo vicino di casa e che la mamma di costui era estremamente fiera che il figlio fosse stato preso per la parte (alché io ho pensato 'ogni scarrafone é bello a mamma sua':-)). Abbiamo entrambi concordato che, dietro a tante risate provocate da situazioni portate all'estremo dal  bistrattato ragioniere, ci sia stata sempre e comunque una buona dose di intelligenza e un ottimo spirito di osservazione. Leggo su Wikipedia che Paolo Villaggio, che lo ha interpretato per anni, l'aveva fatto diventare il protagonista di un libro nato dalla sua vera esperienza di impiegato all'Italsider. Tra l'altro (udite..udite!!) sembra che Villaggio abbia anche vinto il PREMIO GOGOL perché il suo libro aveva stravenduto in Unione Sovietica!!

Ricordo che quando ero ragazza ho sempre affermato che i film di Fantozzi mi piacevano ma allora, specie tra i giovani, devo dire che non era in voga affermare cose simili e c'era chi storceva il naso, probabilmente perché Fantozzi non é  mai stato né bello, né impegnato. ..Eppure, io sono sempre stata tanto stravagante da pensare che, se qualcuno dovesse mandare un'immagine di noi umani su qualche altro pianeta, avrebbe dovuto mandare anche una bella cassetta con Fantozzi. Si fa presto a ridere delle sue vicissitudini, in fondo, per certi versi, é una specie di Paperino in formato umano, tante sono le sfortune che lo perseguitano...ma come si fa a non essere colpiti dalla grande dose di umanità che sta dietro a certi episodi, se non a tutti, come una specie di sottile ma perenne fil rouge?

C'é umanità nel suo grande senso di amicizia verso quell'altro scarambolato di Filini, oppure  nel suo rapporto con la moglie, quella Pina che continua a volergli bene nonostante la sua apparente mediocrità della quale é fin troppo facile ridere. E' umanissimo (e coraggiosissimo) quando finalmente sbotta contro il regista alternativo e bolla come 'cagata pazzesca' il noiosissimo film russo sulla corazzata Potiomkin; é tenero e dolce quando s'impegna a riconoscere il (finto) erede che la Silvani dice di aver concepito con lui tre anni prima (!?!) in quel di Cortina (scusa che serve a lei per ottenere i soldi per darsi un'aggiustatina dal chirurgo plastico)...infine, é identico a tutti i mariti di questa terra quando accende la TV per vedere la partita della squadra del cuore e azzera ogni attenzione verso il mondo esterno....

Mi piaci UGO...hai sempre subito con grande dignità tutte le disgrazie che ognuno di noi avrebbe voluto evitare...in pratica,come succede in una scena famosa nella quale fai da parafulmine, hai preso su di te i pochi pregi e i tanti difetti, le molte paure e le rare ma coraggiose alzate di testa che fanno parte della vita dei più.....e anche se non ho le braccia abbastanza lunghe per abbracciarti perché nel frattempo ti é cresciuta a dismisura la pancia, ti mando un baciotto per la tua grande simpatia: kiss kiss!!!

postato da annalisaeffe alle ore 16:01 | link | commenti (14)
categorie: cinema, vita, sentimenti, attualità, tv , cinema&personaggi
sabato, 17 ottobre 2009

INCROCI PERICOLOSI

 

 

dubbiMi é capitato utimamente di cogliere delle riflessioni di persone amiche, sia uomini che donne, e ho riscontrato, nelle loro parole, una grande sofferenza e, al tempo stesso, una sorta di pesante incapacità di uscire dall'impasse nella quale si sono venuti a trovare. Capita a volte, nella vita, che si incontri una persona, che si scopra che i suoi lati più belli, che appaiono di solito quasi subito, sono proprio quelli che ci attraggono e di cui, proprio in quell'esatto momento, noi abbiamo bisogno. Allora si prova a pensare che il destino, una volta tanto, ci sia stato benevolo e che finalmente ci abbia concesso proprio quello che si desiderava. Poi però, fatalmente, inesorabilmente e senza colpa alcuna da parte di chi vorrebbe mantenere il più a lungo possibile in pugno una situazione simile, poi, dicevo, succede l'imprevisto. Ed é allora che scopri che un 'quid' apparentemente banale, della stessa potenza di quello che ci ha fatto incrociare la nostra vita con quella dell'altra persona, ebbene, uno stesso minuscolo 'quid', uno spostamento minimo dell'ago della bilancia, fa cambiare tutte le carte in tavola, fa mutare ogni prospettiva,anche la più innocente, la più sincera, la più benevola. E dopo? Si rimugina, si prova a cercare di capire cosa si può avere sbagliato, cosa cavolo il destino ci ha voluto buttare addosso senza che lo meritassimo..e poi ancora si scopre che forse il problema, quello fondamentale, quello che rimane, é solo questo: ci sono persone di due categorie, quelle che hanno il RISPETTO come logica indistruttibile nella loro testa e in ogni cosa che fanno e coloro che invece non conoscono il significato profondo di questa parola. E purtroppo, quando capita che esponenti delle due categorie si incontrano, alla fine c'é sempre qualcuno che ne esce ammaccato.           

postato da annalisaeffe alle ore 14:50 | link | commenti (24)
categorie: vita, sentimenti
martedì, 29 settembre 2009

TEMPO CHE VA, SOLUZIONI CHE RESTANO

zainoOgni tanto mi succede di prendere in mano un pacco di foto..dire che sono vecchie ancora non si può, visto che al massimo avranno 15 - 20 anni, ma già il fatto di 'prenderle in mano', appunto, da' l'idea che un bel po' di tempo é passato. Nell'era del digitale le foto si vedono, si modificano, si spediscono via computer e si stampano solo le più belle... le altre rimangono dentro ai files o ai CD. Allora non era così. Si consegnava il rullino e il fotografo ti riconsegnava tutto quanto avevi scattato, fossero anche le solite dita davanti all'obbiettivo o le famose foto 'mosse' perché non si era riusciti a mettere bene a fuoco. Mio figlio stamattina é andato in treno a vedere quella che credo sarà la sua nuova scuola, un corso para-universitario triennale...eppure...sono giorni che io ho in mente una foto, ben precisa, anche se ultimamente non mi é tornata in mano. Gliel'avevo fatta io, il primo giorno di scuola, sul terrazzo di casa. Era il 1.996. Ricordo che indossava una polo blu, un paio di pantaloncini al ginocchio a righine colorate, un berrettino, calzettoni, scarpe da ginnastica e zaino. C'era il sole  che gli dava un po' fastidio  anche se era già settembre,;lui teneva gli occhietti un po' socchiusi, sembrava ridesse.
Se qualcuno ora mi chiedesse: ma ti sei resa conto di quanto tempo é passato? Io direi: NO, assolutamente. Come mi è capitato di dire recentemente in un contesto ben diverso, quando si ama, si fa tutto volentieri, anche le cose più difficili..eppure, tutto scorre senza fatica e il tempo diventa 'pieno', senza strane domande che ti girano per la testa, senza dubbi..va avanti e basta, con normalità, con pacatezza, come dovrebbe essere sempre lo scorrere dei nostri giorni. 
Ricordo con piacere che allora é stato così, per me, per anni.
Ora che il tempo, appunto é passato, trovo  molto appagante notare come i figli abbiano appreso a comportarsi come mi sarei comportata io in determinate situazioni. Non serve che ci sia io sempre accanto, e questo comincia a darmi una bella dose di sicurezza. E' bello anche lasciare spenta ogni tanto la TV e sentire e discutere delle loro e delle mie opinioni sulle faccende più diverse. E devo dire che, se prima (e ancora) penso che sia uno dei miei doveri primari quello di renderli forti di fronte alle avversità della vita, questo loro unificarsi a un certo modo di vedere e sentire che é sempre aleggiato per casa mi da un senso di protezione, di piccola pace, di quella che fa tanto bene al cuore, specialmente in certe sere di fine settembre, quando la sera si cominciano a chiudere le finestre un po' prima e si lascia il mondo fuori, coi suoi problemi, con tutto quello che non riusciamo a capire. 
postato da annalisaeffe alle ore 14:49 | link | commenti (15)
categorie: vita
lunedì, 31 agosto 2009

12 YEARS AFTER

dIANAHai stretto tante mani

hai elargito calore e sorrisi

eleganza e bellezza

attenzione e commozione

ma una mano che  desse forza

a te sola

non c'era...

Dopo che

 il tuo sogno

era scomparso

ti preparavi 

ugualmente

ogni giorno

 a far rivivere ad altri

quella magica felicità

che per te era già svanita...

Allora

 hai avuto pietà di te stessa

le lacrime hanno inondato il tuo volto

e così

come fan tutti

questa volta la felicità l'hai cercata tu

da sola

ovunque

anche lì,

 dove non c'era

per sentirla ancora una volta

l'ultima

quando tutto era finito

e la mano calda del Suo Amore

si é posata

con serena dolcezza

sulla bandiera

che ricopriva quanto di te

su questa terra

 restava.

a Lady Diana Spencer

01-07-1961                                                              31-08-1997

 

postato da annalisaeffe alle ore 20:52 | link | commenti (15)
categorie: vita, personaggi
giovedì, 27 agosto 2009

COME UNA CONCHIGLIA

bambini-in-spiaggia-797612Sono ancora al mare e, in questi giorni in cui l'afa se n'é andata per lasciare il posto a un sole caldo ma piacevole, mi godo un po' di tranquilla vita da spiaggia. Un po' penso ai miei problemi irrisolti, un po' parlo con qualcuno se ne ho l'occasione, un po' osservo. Mi piace moltissimo fermarmi a guardare i bambini in spiaggia. Essendo, come ho detto più volte, una 'madre anomala', non ho rimpianti perché i miei figli ora sono grandi, anzi, sono pronta a viverli anche così, ora che, con i loro amici, magari si fanno vedere meno. E' giusto e bello e pure 'doveroso' divertirsi alla loro età. Io sono felice se loro lo sono e non pretendo certamente che vengano a stendermi il tappeto rosso in quanto 'regina madre'. Se c'é bisogno ci sono, altrimenti me ne sto in disparte e mi dedico ad altre faccende, alle amicizie, ai miei interessi.

Eppure, tutte le volte che, come dicevo, osservo i bambini, rivedo me alla loro età. Io li vedo tutti meravigliosamente belli, sorridenti, intenti a giocare, a urlare, a rincorrersi. Mi piace vedere la vita che si espande, che cresce ogni giorno con nuove esperienze, proprio come fa una conchiglia, che a poco a poco crea il suo scheletro calcareo fatto di spire che la rafforzano, che la abbelliscono di nuovi, iridescenti colori. Rimpiango, quello si, i tanti momenti di solitudine passati da bambina. A volte penso che questo mio essere rimasta quasi adolescente nella mia anima sia una specie di necessario ritorno a vivere un periodo della mia esistenza che invece é stato vissuto solo parzialmente, con pochissime amicizie e con tanti, troppi divieti. Almeno, grazie a Dio, non serbo rancore verso il Destino, credo di essere abbastanza filosofa per capire che é inutile cercare di domarlo...l'importante é capirlo, se ci si riesce. 

postato da annalisaeffe alle ore 17:14 | link | commenti (15)
categorie: vita, sentimenti
lunedì, 17 agosto 2009

A VOLTE BASTA POCO

cappuccio-e-briochesIn vacanza di solito mi prendo lo spasso di andare al bar a fare colazione. Qualche giorno fa ho notato quello che potrei definire un "uccellino da bar". Ora ce ne sono parecchi. Non sono Piero Angela ma mio padre era cacciatore e, si, insomma, certe cosucce le so. Insomma, era proprio una femminuccia di allodola quella che con gran cipiglio e coraggio é venuta prima sulla sedia e quindi sul tavolino al quale ero seduta a 'chiedere' una briciolina di brioche. Io, che con certi animaletti (non con tutti!) ho una certa predilezione, ho approfitatto subito per dirle qualche parolina per ammansirla, quindi, non sperando (haimé)in nessuna risposta, le ho rifilato una briciolina. Quella, dopo aver piegato la testolina in direzione mia, ha beccato prontamente i pochi grammi di sfoglia e se li é portati via...

Quante volte, ho pensato, basta una minima attenzione, un piccolo gesto, una parola, un sms (ora graditissimi e utilissimi) per farci cambiare la giornata? In questo mondo dove tutto e tutti vanno di fretta é l'attenzione altrui che manca sempre moltissimo e che ci fa sentire (parlo per me) spesso, non dico una nullità, ma di certo meno importanti di quanto in realtà possiamo essere. Sicuramente in una vita le relazioni di vario livello (famigliari, sentimentali, lavorative, d'amicizia) sono di solito molte, ma questo non giustifica, a parere mio, la disattenzione perpetua a favore di scuse più o meno veritiere e comunque, a mio avviso, sempre sormontabili. In primis, credo debba sempre esistere l'attenzione, il rispetto, tanto più che, se ognuno ne sente così tanto la necessità, é fondamentale cercare di essere noi, per primi, a non scordare questo bisogno primario anche ne confronti altrui.

A quella piccola allodola é bastata ua briciolina, ad una persona non serve molto di più per scaldarsi il cuore e vedere il sole anche nella giornata più ottusa e grigia che le possa capitare di vivere...

postato da annalisaeffe alle ore 10:04 | link | commenti (10)
categorie: vita, considerazioni
lunedì, 10 agosto 2009

COME STELLE DI SCHIUMA

Stelle

Stasera sulla spiaggia é arrivato un camioncino tutto blu che pubblicizzava un nuovo gelato. Oltre a ricavarci un simpatico portachiavi a forma di cornetto  e mangiare un mini gelato gratis, sono rimasta lì una buona decina di minuti a guardare le stelle di schiuma che, a scopo coreografico, venivano sparate in aria da uno strano marchingegno contenuto nel medesimo camioncino  per attirare l'attenzione dei villeggianti.

Belle e pacioccone, fatte di schiuma bianca, le stelle, appena 'emanate' prendevano ognuna la sua strada a seconda della direzione del vento. Qualcuna volava lontano, altre si perdevano tra le piante, alcune danzavano da subito come se si concedessero a bambini e adulti (c'ero anche io tra questi!) che avrebbero voluto toccarle  e invece poi volteggiavano via veloci, chissà dove...in pochissimo tempo ognuna prendeva la sua strada e si smarriva allo sguardo. Quasi tutte erano perfette nella forma, alcune invece no.

Mi é stato facile, per non dire automatico, fare una semplice constatazione. La danza fluttuante di quelle simpatiche stelle di schiuma mi sembrava un po' come una dolce e leggera parabola della vita di ognuno di noi. Una volta venuti al mondo, le potenzialità sono simili, ma non uguali,  c'é chi nasce pieno di doti, e chi invece no. Poi, ognuno vive la sua vita, compie le sue scelte, prende la sue direzioni, e tutto cambia. C'é chi ha vita breve, chi invece  fa in tempo a stancarsi di contare nuove primavere.

Meglio non sapere dove finirà la nostra stella...meglio farsi trasportare dal vento e continuare a vivere e sognare, finché si può!

postato da annalisaeffe alle ore 20:43 | link | commenti (10)
categorie: vita, considerazioni
lunedì, 03 agosto 2009

CUORE BAMBINO

monicelli-ischia-film-festival

 

 

Ho assistito alla TV ad un'intervista al regista Mario Monicelli: 90 anni e decine di film alle spalle. Ho seguito con grande curiosità il modo con cui parlava e le parole che usava. Assomigliava troppo ad una certa persona di mia conoscenza (l'augusto padre:-)) per cui volevo vedere quali e quante potevano essere le somiglianze. Evidentemente il fatto di essere vicini anagraficamente già dice che certe persone sono state forgiate in un certo modo proprio dalla loro epoca. Conosciuto da tutti come un personaggio 'ruvido', da tipico toscanaccio che dice pane al pane e vino al vino, non ha potuto fare a meno, tuttavia, di dare un'idea ben precisa di persona dall'animo coerente, dalle idee chiare, ma solo apparentemente aspro.

E' gente nata così, in tempi nei quali dare una carezza ai bambini era fare un qualcosa 'in più', che non serviva, perché c'era altro da fare. Gente che é vissuta in mezzo a grosse difficoltà prima, a causa della guerra e poi ancora in un'epopea (gli anni 60 e 70) che consentiva, a chi ne avesse avuto voglia e capacità, di dare il meglio di sé. Gente che, questa 'ruvidezza', l'ha trasmessa ai propri figli perché così era stato insegnato a loro e altri sistemi o metodi non erano previsti, né conosciuti. Gente che tuttavia, per dirla con le parole del famoso regista, 'ha usato la testa per calmare la voce del cuore'; gente che per l'appunto, però, 'senza cuore' non era.

Ha detto che nei suoi film ha fatto vedere l'Italia 'cialtrona' , eppure, solo a sentire certi titoli, c'é da pensare che senza di lui il cinema e la nostra Italia avrebbero perso un bel pezzo di sé (ricordo solo: L'Armata Brancaleone, Amici Miei, Il Marchese del Grillo, La ragazza con la pistola), e, per chi volesse saperne di più:

http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Monicelli

E' di sinistra (e io non lo sono), ma mi piace moltissimo ugualmente perché lo considero una persona 'pulita', 'schietta', 'onesta'. Non crede in Dio, né nell'Aldilà (al contrario di me)...ma quando gli hanno chiesto se aveva paura della morte, prima ha detto: 'No, perché dopo non c'é nulla'...poi si  é corretto...'Però, se qualcosa ci fosse, io sono curioso di conoscerlo!". Pur avendo parenti ed amici, vive da solo perché non gli va di essere servito e ogni giorno, gli piace alzarsi, lavarsi, vestirsi e prepararsi da mangiare. Alla domanda: "Qual'é il bello della vita?", ha risposto: "Un piatto di fettuccine, una chiacchierata con un amico, una passeggiata in una bella città..."

Noi (parlo per i 30-40-50enni) poveri malati di depressione e di sindrome di Peter Pan dovremmo solo imparare da certi soggetti. Avessimo anche solo la metà di tanta energia... spaccheremmo il mondo (vero, papà???)

postato da annalisaeffe alle ore 21:35 | link | commenti (16)
categorie: cinema, vita, personaggi, arte, sentimenti

Chi sono

Utente: annalisaeffe
Nome: annalisa fracasso
A parte una ormai polverosa laurea in inglese grazie alla quale ho insegnato brevemente, ho svolto per anni un normalissimo lavoro da impiegata. Ho famiglia e due figli. Da qualche anno ho cominciato a frequentare corsi teatrali e a scrivere. Ho pubblicato quattro libri: TRE DI ME (racconti) BUCCE D'ACINO (romanzo) CUOR DI BRIOSSSHHH (autobiografia ironica a episodi) AMICO CARLO (rivisitazioni goldoniane) - ultima novità! In fase di stampa IL LABIRINTO D'ACQUA, thriller 'onirico' o giallo/rosa, come preferite! Se vi interessano i miei libri, sarò felice di spedirveli con sconto SPLINDERFRIEND e dedica, naturalmente! Lasciare messaggio in PVT!!! IL MIO SITO: www.annalisafracasso.com http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=387294614 Locations of visitors to this page Segnalato da Manuale di Mari - Poesia e letteratura nei mari del web

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